Posta certificata: atto secondo

Il mecanismo di postacertificata.gov.it è abbastanza semplice: per certificare il fatto di essere la persona che dichiari di essere, dopo la registrazione devi recarti in posta, presentare tutti i documenti con i quali hai fatto la registrazione, assieme con il nome utente ed il codice utente che il sistema ti ha assegnato.

Personalmente ritengo che questo sia un buon meccanismo per garantire due cose:

  • la veridicità e la certificazione dell’identità degli utenti, che diventa importantissima se pensiamo che la posta certificata avrà validità legale;
  • un servizio semplice, scalabile e diffuso sul territorio per gli utenti: se tutti dovessimo andare a Roma per avere la posta certificata, allora non sarebbe propriamente comodo.

Ma come mi aspettavo, si presentano differenti problemi. Innanzitutto siamo in Italia, alle Poste. Io ho la fortuna di vivere in un comune abbastanza piccolo, ma con un ufficio postale abbastanza efficiente. Ciò nonostante, questa mattina ho dovuto aspettare circa 25 minuti perché arrivasse il mio turno. Ci tengo a precisare, che l’attesa non è stata determinata dalla mancanza di professionalità dell’operatrice, ma piuttosto dalla classica macchinosità di tutte le operazioni che si devono compiere. Una volta arrivato il mio turno, sembrava che tutto potesse mettersi al meglio, ma al momento della conferma del mio utente, l’operatrice non ha potuto connettersi al server centrale, ricevendo il messaggio di “Service Unavailable”. Ora, torna il discorso di ieri: il punto sta proprio nell’essere capaci di offrire costantemente ed in modo efficace e continuativo un servizio di qualità, non di offrire un servizio di qualità che però non è fruibile. Devo dire, però, che l’operatrice mi ha stupito positivamente: nonostante ciò che si dice sugli impiegati delle Poste, la signora è stata molto gentile nello spiegarmi il tipo di problema che c’era ed ha realmente provato a risolverlo. Non riuscendo a stabilire una connessione duratura con il server, che desse la possibilità di completare il processo di attivazione, l’impiegata è riuscita comunque a verificare che i miei dati fossero veritieri e mi ha assicurato che, per non tappare nuovamente la fila, avrebbe attivato la mia casella in un altro momento, invitandomi a passare nei prossimi giorni per firmare i fogli relativi alla documentazione per l’attivazione.

In questa giornata, come spesso accade, sono state le persone a fare la differenza.

postacertificata.gov.it

Allora, ogni volta che apre un nuovo servizio, si apre subito la caccia all’iscrizione, per essere i primi, per avere il miglior username, eccetera. Lunedì è stato inaugurato www.postacertificata.gov.it, un servizio che, a detta del Ministro Brunetta, porterà alla scomparsa di raccomandate via posta tradizionale. Ora, lungi da me fare considerazioni politiche su questo spazio, e sottolineo che non la mia opinione è completamente scollegata dal colore del Governo o del Ministro.

I fatti sono che www.postacertificata.gov.it non ha retto. Questo il risultato di Martedì pomeriggio (vi assicuro che è stato così anche ieri):

Impossibile accedere al sito

Oggi, dopo 4 giorni di tentativi, sono riuscito a registrare la mia casella di posta certificata gratuita, che nei prossimi giorni potrò attivare all’Ufficio di Posta del mio comune. Quindi faccio solo due considerazioni: la prima è legata ad un apprezzamento per un’iniziativa che, una volta tanto in Italia, mi sembra andare verso la vera semplificazione e la corretta digitalizzazione della burocrazia, con molteplici effetti estremamente vantaggiosi. Innanzitutto il risparmio economico, di tempo e l’enorme passo in avanti dal punto di vista ambientale. L’altra faccia della medaglia è rappresentata da tutti i problemi che sono incorsi con il lanci odi questo servizio. È ovvio che con un po’ di pazienza tutto migliorerà, ma proprio non capisco come non fosse possibile fare andare bene le cose da subito. Questo comporta poi una ulteriore riflessione: reggerà il sistema quando (per davvero) milioni di italiani saranno registrati e chiederanno di accedere ai servizi messi a disposizione. Sono curioso di vedere come andrà a finire.

Nel frattempo sono il primo con il mio nome e cognome ad essersi registrato… 🙂

Problema sonoro

Stamattina appena sveglio ho mosso il mio MacBook dalla suo postazione usuale, che lo vede solitamente collegato ad uno schermo samsung 22″ e mi sono spostato all’interno di casa mia. Ho notato che l’icona del volume era completamente grigia e che non ricevevo alcun suono dal portatile. Per rendere l’idea, potete guardare l’immagine sottostante, che non è l’originale, in quanto non ho pensato di prendere uno screenshot, ma un mio editing, fatto solo per una maggiore comprensione.

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Considerazioni sulla top 10 di Gruber

Nel mio ultimo post ho cercato, senza alcuna pretesa di fare una traduzione completa e/o corretta, di condividere la top ten di Gruber riguardo ai problemi di Apple. Ho imparato a conoscere lo stile di Gruber nell’ultimo anno, leggendo regolarmente il suo Daring Fireball. Mi trovo spesso d’accordo con lui, ma la cosa che più apprezzo nei suoi articoli è la capacità di saper analizzare le situazioni con metodo e ogni tanto quel po’ di distacco che riesce sempre a permettere una certa oggettività nelle sue opinioni. È anche molto interessante come riesce a sfruttare un po’ di ironia senza però mai mancare di argomentare correttamente le proprie idee.

Sono diversi gli spunti di riflessione che sono nati in me dopo avere ascoltato e pensato un po’ a questi dieci principali problemi che (sempre secondo Gruber) Apple potrebbe avere. Tralasciando il discorso Steve Jobs, che rappresenta sicuramente l'”elefante nella stanza”, in quanto sarà un problema da risolvere per il continuo della vita creativa dell’azienda, ciò che mi ha colpito di più è la stato il poter capire il perché di certe scelte e di certe politiche che Apple ha sotto diversi aspetti. Continua a leggere

Gruber: i 10 problemi di Apple

Qualche giorno fa ho avuto tempo di gustarmi con molto interesse il video “The Gruber 10: Apple’s Top Issues”, che si può facilmente trovare su questo indirizzo. Il video consiste in un talk che John Gruber ha tenuto all’ultimo MacWorld a San Francisco. Il talk consiste in nell’elenco di quelli che, secondo Gruber, sono i dieci principali problemi di Apple oggi.

A parte il buon modo di parlare di Gruber e la sua facile comprensibilità anche in inglese, è stato per me molto interessante comprendere il suo punto di vista e conoscere quali solo le argomentazioni principali per cui ha inserito i suoi punti nella lista. Lungi da me voler fare una traduzione parola per parola di quanto detto da Gruber, ma credo che possa essere interessante condividere ed eventualmente discutere di quanto da lui affermato. L’articolo potrà essere un po’ lunghetto, ma credo che ne valga davvero la pena di leggerlo fino in fondo. Continua a leggere

Truffe online

Purtroppo sono molto comuni i tentativi di frode online: sempre più spesso si ricevono mail nei quali ci viene chiesto di inserire la nostra password o i nostri dati personali per un controllo o un reset dell’account in seguito ad un tentativo di frode.
Un consiglio spassionato che io dò a tutti gli utenti, più o meno esperti, è quello di diffidare assolutamente dai messaggi di posta elettronica nei quali ci viene richiesto di modificare una password o di fornire i nostri dati personali per una qualche modifica.
Ogni tanto, però i messaggi sono ben fatti e possono indurci in errore.
Vi riporto un esempio di spam che mi è arrivato e mi ha colpito. Un giorno ho aperto Mail (che uso come client di diversi account di posta elettronica) e mi è giunto un messaggio, apparentemente dalla mia banca, nel quale mi si chiedeva di fare un reset di tutti i miei dati. Continua a leggere

Assenza prolungata

Il mio blog ha visto una mia assenza prolungata di quasi un anno. In questo periodo le cose sono cambiate molto per me, specialmente sotto il punto di vista della mia professione.
Cercherò di essere più bravo e nelle prossime settimane di tornare a scrivere, magari intervenendo su qualcosa di più vago piuttosto che su una metodologia o un classico how-to.
Sempre che ci sia qualcuno interessato in ascolto.

Introduzione a Cocoa

Dopo essermi a lungo riproposto di farlo, eccomi a scrivere una breve introduzione per quelli che (spero) saranno una lunga serie di articoli riguardo alla programmazione per Mac OS X. Tengo a precisare che anche io sono nuovo in materia e che sto “studiando” per imparare a districarmi con questo affascinante linguaggio. Ciò che mi piace è condividere con chi visita il blog le mie esperienze, perché possano essere d’aiuto anche agli altri. I più esperti perdonino quindi i miei eventuali errori di gioventù e usino qualche minuto del loro tempo per aiutarmi a seguire la strada più opportuna.

Vorrei incominciare questo percorso col dire che il miglior modo per prendere la mano con Cocoa e con la programmazione su Mac OS X è quello di acquistare un buon libro e iniziare a leggerlo. Credo che a questo riguardo il miglior testo di riferimento sulla scena sia Cocoa Programming for Mac OS X di Aaron Hillegass. Non so se ne è disponibile una versione italiana, ma a questo riguardo bisogna dire che se volete intraprendere la strada dell’apprendimento di Cocoa forse è il caso che un’infarinatura di inglese l’abbiate.

Un altro riferimento importante è sicuramente rappresentato dal portale Developer di Apple, al quale è possibile registrarsi gratuitamente su developer.apple.com. Continua a leggere

Il Sistema Operativo che vorrei

Prendo una pausa dalle mie tante attività per parlare qualche minuto del Sistema Operativo (Windows, Mac OS, Linux, Solaris, BSD, eccetera) che mi piacerebbe avere. In questo periodo di forte attesa per Windows 7, Snow Leopard e per gli sviluppi di Gnome e KDE4 (sia chiaro, non sto confondendo Gnome e KDE4 con i Sistemi Operativi, ma credo che il loro sviluppo contribuisca in grande parte al successo delle piattaforme Linux), tanto si parla di come un Sistema Operativo possa rispondere meglio alle esigenze dei propri utenti.

Il mio giudizio personale è che in questo periodo ci sia tanto movimento, tanto parlare, ma (purtroppo) nessuna fondamentale novità interessante nello sviluppo dei sistemi operativi destinati alla grande distribuzione. Il modello essenzialmente è lo stesso da almeno una decina di anni: sistemi naturalmente basati su interfacce grafiche fondate principalmente dall’iterazione di finestre tra loro, una o più barre dei menu (solitamente posizionate nella parte alta dello schermo, o nella parte superiore delle finestre), un menu generico nel quale scorrere le Applicazioni, le Risorse e le Utility di configurazione del Sistema Operativo, o in alternativa la presenza di una Dock. Tutti i Sistemi Operativi odierni presentano un’area di notifica, che viene utilizzato per scopi più o meno utili a seconda dei casi, e che spesso diventa un “accumulo” di informazioni su diversi software in esecuzione sulla propria macchina:

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Configurare il “CompanyName” in XCode

Chi utilizza spesso XCode, sia per programmare esclusivamente per Mac, sia per altri progetti, avrà notato che nel momento in cui si crea un file, vengono inseriti alcuni elementi di default, tra cui anche il Company Name, cioè il nome della vostra organizzazione.

Se non avete settato questo parametro, di default troverete il noioso valore __MyCompanyName__, che non è proprio una bellezza da vedere. Ciò che è strano è che dai settings di XCode questo valore non possa essere modificato. Per ovviare a questo problema esistono due strade differenti: la prima prevede di agire sul vostro utente nella Rubrica Indirizzi, mentre la seconda di modificare i settings di XCode dalla linea di comando attraverso l’utility defaults.

Già da adesso, faccio notare che i settings dei singoli programmi hanno la precedenza sulle preferenze globali del sistema, perciò se seguirete entrambe le strade che sto per raccontarvi, troverete che avranno effetto i settings che imposterete per XCode dalla linea di comando. Continua a leggere