Snow Leopard

Ciò che mi sono dimenticato (grave errore!) di dire nel mio post “Keynote WWDC ‘08“, forse perché troppo preso dalla novità iPhone 3G, è che nella stessa occasione è stato annunciato per il prossimo anno il nuovo sistema operativo di Cupertino: Snow Leopard.

Per quanto riguarda i nomi, si prosegue sulla strada del mondo felino. Ciò che è interessante notare è come sia stato scelto un nome molto simile a quello attuale; sia passa da Leopard a Snow Leopard. Un caso? Conoscete già la ovvia risposta.

Snow Leopard infatti, a differenza di quanto fatto dai suoi predecessori, non introdurrà sostanziali modifiche attraverso nuove funzionalità, ma si “limiterà” all’ottimizzazione di quanto è già esistente e funzionante su Mac OS X. Permettetemi di dire (sbilanciandomi): alla faccia di Vista.

Nonostante il rilascio di Snow Leopard sia previsto non prima dei prossimi 10-12 mesi, circolano già in rete alcune informazioni molto interessanti riguardo al nuovo sistema operativo di casa Apple. È di pochi giorni fa un articolo di AppleInsider contenente interessanti informazioni e dati a riguardo. Lasciatemi riassumere le notizie che ho letto:

  • Termine del supporto a PowerPC: questa nota dolente per alcuni credo che sia semplicemente frutto del passare del tempo. Sono già trascorsi alcuni anni da quando Apple ha adottato Intel per i propri processori e trascorrerà circa un altro anno per l’uscita di Snow Leopard. Credo pertanto che sia “normale” il fatto che le macchine che ancora montano processori PowerPc siano considerate obsolete e quindi lasciate fuori dallo sviluppo del nuovo sistema.
  • Framework multi-touch: questa innovazione ci dà l’idea della direzione verso la quale si sta dirigendo lo sviluppo dei notebook di mamma Apple. Una domanda sorge però spontanea: implementeranno qualcosa del genere anche sui computer fissi?
  • Applicazioni più leggere: io considero questo uno dei passi più avanti che verrà fatto da questo sistema operativo. Come insegna KDE 4 (ed in un certo modo anche Windows Vista), non è detto che, per avere un sistema migliore e più piacevole da utilizzare, sia necessario un utilizzo sovraumano di memoria e di risorse. Questa immagine (presa in prestito da http://www.appleinsider.com/articles/08/06/23/five_undisclosed_features_of_apples_mac_os_x_snow_leopard.html) mostra gli incredibili progressi fatti:

    Il risparmio di RAM per l’applicazione Mail mette quasi i brividi.
  • Supporto ZFS: ZFS è un file system propritario di SUN. Attualmente Mac OS X Leopard può solo leggere da filesystem di questo tipo. Sarà introdotta anche la possibilità di scrittura. Chissà se avverrà la stessa cosa anche per NTFS?
  • Utilità per l’editing di testi: anche se questa può sembrare una cosa banale in realtà non lo è. Le funzionalità di editor di testi come inserimento di caratteri speciali, correzione automatica, eccetera, saranno introdotte o migliorate a livello del sistema operativo e non delle singole applicazioni. Questo significa che ogni applicazione scritta per Snow Leopard potrà beneficiare di queste caratteristiche.

Queste sono solo alcune delle novità che troveremo al termine della prossima primavera. Devo ammettere che sto già risparmiando per l’upgrade del MacBook, soprattutto in vista delle funzionalità di multi-touch.

Lasciatemi comunque portare una critica, a dispetto di questa eccitazione. Credo che sia evidente, come ho avuto modo di dire in più di un’occasione (Dopo due mesi di serio utilizzo di Leopard, alcune considerazioni,Leopard 10.5.2 – Leopard SP1 (?),Cosa c’è che non va con il mio Leopard?), che Leopard sia uscito in “anticipo” rispetto alla quantità di tempo necessario per svilupparlo. Ciò si evidenzia osservando come Snow Leopard sia mirato interamente a migliorare le funzionalità e le caratteristiche introdotte in Leopard. È inoltre chiaro come questo miglioramento non possa avvenire attraverso semplici aggiornamenti del sistema, per via del fatto che per la modificazione di alcune faccende relative alla gestione di un sistema operativo le cose semplicemente non possono essere sistemate al volo. In altre parole, voglio ripetermi: la logica dei service pack non paga. Tutto questo dal punto di vista dell’utente finale e dello sviluppo corretto del software.

Un altro discorso va invece fatto per quello che riguarda le tecniche commerciali, gli introiti, gli stipendi da pagare ed i soldi da incassare. In questo caso Leopard (così come Vista, se mi perdonate il paragone) doveva uscire. Doveva uscire perché questa è la politica di Apple, per rimanere vicina ai propri utenti, per fornire un nuovo sistema, per proporre nuove (e stupende) funzionalità, per capire quali erano i problemi reali che venivano introdotti da queste nuove funzionalità.

Sono comunque felice di osservare che in un certo senso chi conta in casa Apple abbia la testa sulle spalle, in quanto abbia deciso di fermarsi, a fronte di una situazione da migliorare, per sistemare le cose una volta per tutte. Per dimostrare, ancora una volta, che non è responsabilità del sistema operativo quella di accaparrarsi le risorse della macchina che governa, ma piuttosto quella di fornire l’ambiente più consono per rendere felice e soddisfatto l’utente e le applicazioni che questo intende utilizzare.

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