Il Sistema Operativo che vorrei

Prendo una pausa dalle mie tante attività per parlare qualche minuto del Sistema Operativo (Windows, Mac OS, Linux, Solaris, BSD, eccetera) che mi piacerebbe avere. In questo periodo di forte attesa per Windows 7, Snow Leopard e per gli sviluppi di Gnome e KDE4 (sia chiaro, non sto confondendo Gnome e KDE4 con i Sistemi Operativi, ma credo che il loro sviluppo contribuisca in grande parte al successo delle piattaforme Linux), tanto si parla di come un Sistema Operativo possa rispondere meglio alle esigenze dei propri utenti.

Il mio giudizio personale è che in questo periodo ci sia tanto movimento, tanto parlare, ma (purtroppo) nessuna fondamentale novità interessante nello sviluppo dei sistemi operativi destinati alla grande distribuzione. Il modello essenzialmente è lo stesso da almeno una decina di anni: sistemi naturalmente basati su interfacce grafiche fondate principalmente dall’iterazione di finestre tra loro, una o più barre dei menu (solitamente posizionate nella parte alta dello schermo, o nella parte superiore delle finestre), un menu generico nel quale scorrere le Applicazioni, le Risorse e le Utility di configurazione del Sistema Operativo, o in alternativa la presenza di una Dock. Tutti i Sistemi Operativi odierni presentano un’area di notifica, che viene utilizzato per scopi più o meno utili a seconda dei casi, e che spesso diventa un “accumulo” di informazioni su diversi software in esecuzione sulla propria macchina:

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Configurare il “CompanyName” in XCode

Chi utilizza spesso XCode, sia per programmare esclusivamente per Mac, sia per altri progetti, avrà notato che nel momento in cui si crea un file, vengono inseriti alcuni elementi di default, tra cui anche il Company Name, cioè il nome della vostra organizzazione.

Se non avete settato questo parametro, di default troverete il noioso valore __MyCompanyName__, che non è proprio una bellezza da vedere. Ciò che è strano è che dai settings di XCode questo valore non possa essere modificato. Per ovviare a questo problema esistono due strade differenti: la prima prevede di agire sul vostro utente nella Rubrica Indirizzi, mentre la seconda di modificare i settings di XCode dalla linea di comando attraverso l’utility defaults.

Già da adesso, faccio notare che i settings dei singoli programmi hanno la precedenza sulle preferenze globali del sistema, perciò se seguirete entrambe le strade che sto per raccontarvi, troverete che avranno effetto i settings che imposterete per XCode dalla linea di comando. Continua a leggere

Programmazione Cocoa per Mac OS X

Tanto per svelare il mistero della mia sussistente assenza dal blog, mi sto dilettando (oltre ai miei impegni soliti) nella lettura di “Cocoa Programming for Mac OS X”, di Aaron Hillegass. Questo libro ha un approccio molto didattico ed introduce appunto alla programmazione per Mac OS X, sfruttando il framework Cocoa.

È particolarmente interessante capire come “pensa” il mio Sistema Operativo, ed avere un occasione di comprendere quali sono i meccanismi che gli sviluppatori di esso hanno implementato per dargli vita. È ancora più interessante capire quanto sia semplice effettuare operazioni che talvolta pensiamo siano complesse.

Tanto per quotare ciò che dice l’autore del libro, se ci stiamo in una implementazione difficile per un’operazione semplice, allora siamo sulla cattiva strada. Le metodologie di lavoro sono semplici e lineari, e permettono quindi al programmatore di concentrarsi sull’aspetto più importante della programmazione: il proprio lavoro, il programma che sta nascendo.

Ciò che mi chiedevo è se può interessare a qualcuno un tutorial per introdurre alla programmazione Cocoa, scritto in italiano. Ce ne sono già diversi in rete, ma quello che mi piacerebbe fare è tenere una sorta di diario dei problemi che si possono incontrare per la scrittura di un’applicazione e le relative soluzioni.

Dite che potrebbe essere di vostro interesse?

Cosa va e cosa non va in Mac OS X

Scrivere l’articolo di risposta a Simone Brunozzi riguardo all’eterna sfida tra sistemi operativi mi ha portato inevitabilmente a pensare a quali siano i maggiori difetti e i maggiori pregi di Mac OS X, secondo l’utilizzo che ne faccio io.

Ho pensato di fare un breve elenco, mettendo in evidenza i tre-quattro aspetti più negativi ed i tre-quattro aspetti più positivi della mia esperienza di Mac User. Spero che possa essere utile per confrontarmi con l’esperienza di chi mi legge.

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Dico la mia su: Ubuntu 8.10 vs Mac OS X

Oggi leggo felicemente nei miei feed che “finalmente” Simone Ubuntista Brunozzi è passato ad un MacBook. Credo che questo abbia a che fare con il suo lavoro ad Amazon più che a scelte personali, in quanto questa piattaforma hardware ti permette di “testare” tutti i sistemi operativi (OS X, Windows e Linux), cosa assai più difficile nel caso di notebook non-Apple.

Nel post odierno di uno dei suoi blog (Ubuntu 8.10 vs Mac OS X), Simone afferma chiaramente che preferisce Ubuntu a Mac OS X.

Questa cosa mi lascia un po’ basito, perché anche io (come lui suppongo), sono passato direttamente dal Sistema Operativo di Canonical a quello della mela, ma sono spesso giunto alle conclusioni opposte.

Non mi sento un difensore cieco di Mac OS X, perché ne vedo spesso i numerosi difetti, che talvolta non fanno altro che infastidirmi parecchio e non permettermi di lavorare serenamente. Ma quello che non credo è che se stessi impiegando Ubuntu (che sia la 8.04, la 8.10 o quella che preferite) il risultato sarebbe migliore.

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Chi vuole Adobe Reader 9?

Uso moltissimi file PDF. Veramente moltissimi. Personalmente ritengo che il formato PDF sia qualcosa di grandioso, in quanto permette di estendere realmente la compatibilità dei propri documenti, anche in aggiunta al fatto che spesso i browser supportano la visualizzazione di questo tipo di files.

Inoltre la possibilità di settare diverse qualità in questi files permette a chi li utilizza di creare file di adeguate dimensioni a seconda dei diversi utilizzi: files ad alta qualità per stampe, oppure file a bassa qualità per documenti da mettere sul Web.

Da quando ho un Mac la mia esperienza con i file PDF è diventata a dir poco grandiosa. Come ho già scritto in passato (vedi “Ridimensionare PDF con Anteprima in Leopard“) la possibilità di ridimensionare i file PDF facilmente è alla portata di mano, insieme con la possibilità di stampare qualsiasi tipo di documento direttamente su un file PDF.

Inoltre Anteprima si integra perfettamente nel mio ambiente di lavoro, è veloce e non richiede un alto numero di risorse.

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Finalmente Time Capsule

Questo mese mi sono fatto un piccolo regalo, che adesso è ospitato sulla mia scrivania: una Time Capsule da 500 GB. Sinceramente non è che mi interessasse molto l’aspetto dei backup, in quanto per quelli potevo già fare con n HD esterno che è sempre sulla mia scrivania e in alternativa con un HD condiviso con uno dei miei PC in rete.

Ho scelto TimeCapsule perché il mio Access Point (ASUS WL-330g) è deceduto qualche mese fa, quindi avrei dovuto sostituirlo. In concomitanza a questo tragico avvenimento, ho avuto la brillante idea di pensare al fatto che i dispositivi connessi alla rete in casa stavano rapidamente aumentando. Questo avrebbe comportato la necessità di acquistare uno switch, oltre all’Access Point (o comunque un dispositivo che facesse entrambe le cose). Oltre a questo sono ormai diventato avido di GB, quindi avrei avuto bisogno di un nuovo HD esterno. Cosa fare quindi?

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