Considerazioni sulla top 10 di Gruber

Nel mio ultimo post ho cercato, senza alcuna pretesa di fare una traduzione completa e/o corretta, di condividere la top ten di Gruber riguardo ai problemi di Apple. Ho imparato a conoscere lo stile di Gruber nell’ultimo anno, leggendo regolarmente il suo Daring Fireball. Mi trovo spesso d’accordo con lui, ma la cosa che più apprezzo nei suoi articoli è la capacità di saper analizzare le situazioni con metodo e ogni tanto quel po’ di distacco che riesce sempre a permettere una certa oggettività nelle sue opinioni. È anche molto interessante come riesce a sfruttare un po’ di ironia senza però mai mancare di argomentare correttamente le proprie idee.

Sono diversi gli spunti di riflessione che sono nati in me dopo avere ascoltato e pensato un po’ a questi dieci principali problemi che (sempre secondo Gruber) Apple potrebbe avere. Tralasciando il discorso Steve Jobs, che rappresenta sicuramente l'”elefante nella stanza”, in quanto sarà un problema da risolvere per il continuo della vita creativa dell’azienda, ciò che mi ha colpito di più è la stato il poter capire il perché di certe scelte e di certe politiche che Apple ha sotto diversi aspetti. Continua a leggere

Gruber: i 10 problemi di Apple

Qualche giorno fa ho avuto tempo di gustarmi con molto interesse il video “The Gruber 10: Apple’s Top Issues”, che si può facilmente trovare su questo indirizzo. Il video consiste in un talk che John Gruber ha tenuto all’ultimo MacWorld a San Francisco. Il talk consiste in nell’elenco di quelli che, secondo Gruber, sono i dieci principali problemi di Apple oggi.

A parte il buon modo di parlare di Gruber e la sua facile comprensibilità anche in inglese, è stato per me molto interessante comprendere il suo punto di vista e conoscere quali solo le argomentazioni principali per cui ha inserito i suoi punti nella lista. Lungi da me voler fare una traduzione parola per parola di quanto detto da Gruber, ma credo che possa essere interessante condividere ed eventualmente discutere di quanto da lui affermato. L’articolo potrà essere un po’ lunghetto, ma credo che ne valga davvero la pena di leggerlo fino in fondo. Continua a leggere