Programmazione Cocoa per Mac OS X

Tanto per svelare il mistero della mia sussistente assenza dal blog, mi sto dilettando (oltre ai miei impegni soliti) nella lettura di “Cocoa Programming for Mac OS X”, di Aaron Hillegass. Questo libro ha un approccio molto didattico ed introduce appunto alla programmazione per Mac OS X, sfruttando il framework Cocoa.

È particolarmente interessante capire come “pensa” il mio Sistema Operativo, ed avere un occasione di comprendere quali sono i meccanismi che gli sviluppatori di esso hanno implementato per dargli vita. È ancora più interessante capire quanto sia semplice effettuare operazioni che talvolta pensiamo siano complesse.

Tanto per quotare ciò che dice l’autore del libro, se ci stiamo in una implementazione difficile per un’operazione semplice, allora siamo sulla cattiva strada. Le metodologie di lavoro sono semplici e lineari, e permettono quindi al programmatore di concentrarsi sull’aspetto più importante della programmazione: il proprio lavoro, il programma che sta nascendo.

Ciò che mi chiedevo è se può interessare a qualcuno un tutorial per introdurre alla programmazione Cocoa, scritto in italiano. Ce ne sono già diversi in rete, ma quello che mi piacerebbe fare è tenere una sorta di diario dei problemi che si possono incontrare per la scrittura di un’applicazione e le relative soluzioni.

Dite che potrebbe essere di vostro interesse?

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Cosa va e cosa non va in Mac OS X

Scrivere l’articolo di risposta a Simone Brunozzi riguardo all’eterna sfida tra sistemi operativi mi ha portato inevitabilmente a pensare a quali siano i maggiori difetti e i maggiori pregi di Mac OS X, secondo l’utilizzo che ne faccio io.

Ho pensato di fare un breve elenco, mettendo in evidenza i tre-quattro aspetti più negativi ed i tre-quattro aspetti più positivi della mia esperienza di Mac User. Spero che possa essere utile per confrontarmi con l’esperienza di chi mi legge.

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Dico la mia su: Ubuntu 8.10 vs Mac OS X

Oggi leggo felicemente nei miei feed che “finalmente” Simone Ubuntista Brunozzi è passato ad un MacBook. Credo che questo abbia a che fare con il suo lavoro ad Amazon più che a scelte personali, in quanto questa piattaforma hardware ti permette di “testare” tutti i sistemi operativi (OS X, Windows e Linux), cosa assai più difficile nel caso di notebook non-Apple.

Nel post odierno di uno dei suoi blog (Ubuntu 8.10 vs Mac OS X), Simone afferma chiaramente che preferisce Ubuntu a Mac OS X.

Questa cosa mi lascia un po’ basito, perché anche io (come lui suppongo), sono passato direttamente dal Sistema Operativo di Canonical a quello della mela, ma sono spesso giunto alle conclusioni opposte.

Non mi sento un difensore cieco di Mac OS X, perché ne vedo spesso i numerosi difetti, che talvolta non fanno altro che infastidirmi parecchio e non permettermi di lavorare serenamente. Ma quello che non credo è che se stessi impiegando Ubuntu (che sia la 8.04, la 8.10 o quella che preferite) il risultato sarebbe migliore.

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Esplorando la Time Machine

Fortunatamente non mi sono mai trovato nella necessità di dover utilizzare un backup da Time Machine, né per eventuali guasti, né per aver perso un documento. Trovo comunque utile il fatto che il mio Sistema Operativo si preoccupi per me di fare backup incrementali, in modo tale da farmi risparmia quella marea di DVD che utilizzavo un tempo.

Sia chiaro, faccio un sano backup su DVD dei documenti più importanti ogni 6 mesi, nonostante utilizzi la Time Machine, perché… non si sa mai…

Voi usate la "macchina del tempo"?

Ogni tanto mi capita però di utilizzare la macchina del tempo per verificare alcune cose.

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Snow Leopard

Ciò che mi sono dimenticato (grave errore!) di dire nel mio post “Keynote WWDC ‘08“, forse perché troppo preso dalla novità iPhone 3G, è che nella stessa occasione è stato annunciato per il prossimo anno il nuovo sistema operativo di Cupertino: Snow Leopard.

Per quanto riguarda i nomi, si prosegue sulla strada del mondo felino. Ciò che è interessante notare è come sia stato scelto un nome molto simile a quello attuale; sia passa da Leopard a Snow Leopard. Un caso? Conoscete già la ovvia risposta.

Snow Leopard infatti, a differenza di quanto fatto dai suoi predecessori, non introdurrà sostanziali modifiche attraverso nuove funzionalità, ma si “limiterà” all’ottimizzazione di quanto è già esistente e funzionante su Mac OS X. Permettetemi di dire (sbilanciandomi): alla faccia di Vista.

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Compilatore Fortran per Leopard

Ora, non questioniamo sull’utilità e la bellezza del Fortran, non è questo lo scopo. Chi per piacere o per dovere si dovesse trovare a che fare con la necessità di utilizzare un compilatore Fortran su Leopard, non troverebbe soddisfazione nella utility XCode, in quanto questo compilatore non è fornito nel pacchetto.

Il rimedio è moto semplice: visitate http://hpc.sourceforge.net/ dove potete trovare una lista dettagliata di compilatori (liberi e a pagamento). Se siete per la soluzione free potete scegliere tra un compilatore per Fortran95, ed uno per Fortran77 (questo il mio caso). La procedura per l’installazione è piuttosto semplice. Qui il teso dell’autore:

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VNC client per Leopard… integrato?

Dopo avere installato il server VNC sul mio server Xubuntu (Server VNC per Xubuntu? Molto, molto semplice) mi sono messo alla ricerca di un buon client VNC da poter utilizzare per potermi connettere dal mio MacBook al server. Dopo essermi imbattuto in alcune soluzioni (commerciali e non) ho notato che nel mio Finder era comparsa una nuova icona all’interno della sidebar di sinistra:

VNCclient-finder
Un client VNC nascosto nel Finder?

Cliccando semplicemente su “Condividi schermo..” è possibile connettersi al server VNC in questione. Semplicemente fantastico!

Il programma richiederà la password (se non abbiamo impostato nessuna password sul server VNC allora dovremo lasciare questo campo vuoto):

vnc-password
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