Dico la mia su: Ubuntu 8.10 vs Mac OS X

Oggi leggo felicemente nei miei feed che “finalmente” Simone Ubuntista Brunozzi è passato ad un MacBook. Credo che questo abbia a che fare con il suo lavoro ad Amazon più che a scelte personali, in quanto questa piattaforma hardware ti permette di “testare” tutti i sistemi operativi (OS X, Windows e Linux), cosa assai più difficile nel caso di notebook non-Apple.

Nel post odierno di uno dei suoi blog (Ubuntu 8.10 vs Mac OS X), Simone afferma chiaramente che preferisce Ubuntu a Mac OS X.

Questa cosa mi lascia un po’ basito, perché anche io (come lui suppongo), sono passato direttamente dal Sistema Operativo di Canonical a quello della mela, ma sono spesso giunto alle conclusioni opposte.

Non mi sento un difensore cieco di Mac OS X, perché ne vedo spesso i numerosi difetti, che talvolta non fanno altro che infastidirmi parecchio e non permettermi di lavorare serenamente. Ma quello che non credo è che se stessi impiegando Ubuntu (che sia la 8.04, la 8.10 o quella che preferite) il risultato sarebbe migliore.

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Simone Brunozzi

Simone Brunozzi è uno dei miei miti.

È una persona che non conosco personalmente, ma leggo entrambi i suoi blog, e seguo molti dei suoi progetti.

Per dire una delle cose che ha fatto, Simone è colui che ha registrato per primo (e donato in seguito a Canonical) il dominio ubuntu.it. Mica male? Ma se pensate che la sua attenzione e bravura termini qui vi sbagliate di grosso.

Simone ha partecipato e collaborato a moltissimi progetti open source, ed è una delle persone più attive in questo campo in Italia.

Scrivo questo articolo perché Simone ne ha pubblicato uno splendido su come ha ottenuto il lavoro dei suoi sogni (in inglese), articolo che consiglio a tutti di leggere.

Simone ha attivo in diversi modi sulla rete: lo potete trovare sul suo blog in italiano (www.ubuntista.it) o su quello inglese (www.brunozzi.com). Da questi riferimenti potete trovare tutti i modi di contattarlo.

Non mi resta che fare l’in bocca al lupo a questo ragazzo, rammaricandomi del fatto che come al solito, per realizzare i propri sogni sempre più spesso siamo costretti a lasciare il nostro paese.