VirtualBox finalmente su Leopard

In questa grande giornata di eccitazione per l’uscita di Leopard quasi dimenticavo di annunciare che mi sono accorto che è stata rilasciata la Beta 3 di VirtualBox, che finalmente funziona anche su Leopard (ricordate che così non era per la Beta 2? VirtualBox su Leopard). Nonostante alcune limitazioni dovute allo stato di Beta, da una prima visione mi sembra che questo sia un software che promette bene. Certo i suoi cugini a pagamento (vedi VMWare Fusion su Leopard e Parallels Desktop su Leopard) sono parecchio avanti e parlano già di accelerazione 3D. Ma mai (e dico mai) sottovalutare la potenza della comunità!

Virtual Box

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Parallels Desktop su Leopard

Per continuare la saga della virtualizzazione su Leopard (VMWare Fusion su Leopard) ecco un’altro tentativo.

Parallels Desktop è un prodotto che permette la virtualizzazione di un sistema su Mac OS X. Esso è pensato principalmente per Windows, ma può funzionare anche con altri sistemi operativi.

L’installazione di Parallels Desktop e la successiva installazione di Windows non presentano particolari difficoltà: anche per questo prodotto è sufficiente seguire le istruzioni che sono presentate dalla procedura guidata.

In termini di prestazioni Parallels Desktop mi sembra molto più pesante rispetto a VMWare Fusion, i tempi di risposta sono più lenti, e viene avviato una sorta di demone che entra in esecuzione all’avvio del sistema operativo anche quando Parallels Desktop non è in esecuzione.

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VMWare Fusion su Leopard

VMWare fusion è un prodotto che può essere liberamente scaricato e provato per un periodo di 30 giorni. È un software che si occupa della virtualizzazione di un sistema, e dà la possibilità di installare all’interno del proprio sistema operativo Mac OS X altri sistemi indipendenti da esso, anche di diverso tipo. Altri software di questa cetegoria sono VirtualBox (open source, disponibile per Windows, Mac OS X e Linux) o Parallels Desktop (disponibile solo per Mac OS X).

Per prima cosa, cerchiamo di capire che cosa sono questi software e come si comportano all’interno del nostro sistema. Quando si parla di virtualizzazione ci possono essere diversi approcci: la macchina virtuale di Java, per esempio, è un sistema runtime che si occupa di fornire un insieme di istruzioni astratte che possono essere impiegate per eseguire le applicazioni. Le istruzioni, in questo caso, vengono interpretate dalla macchina virtuale, ma è anche possibile che alcuni sistemi siano progettati per “emulare” le istruzioni, cioè per fornire esattamente lo stesso comportamento del sistema originale. Non so di preciso come funzioni Wine (non so se interpreti od emuli, ma credo la seconda), ma per capirci esso appartiene a questa categoria di software.

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